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Buon venerdì 16 ottobre
All'Ars il centrodestra taglia oltre cinquanta articoli dalla manovra, ma i 50 milioni dei Fit, le mancette territoriali, restano al loro posto. Intanto le inchieste su Armao e sugli appalti di Siracusa raccontano un potere che confonde pubblico e privato. Fuori dai palazzi l'Isola è ferma: Tir bloccati dal caro gasolio, lavoratori del Conca d'Oro in attesa, oltre 13 mila giovani all'anno che partono, boschi che bruciano quasi senza colpevoli. Autismo, diabetologia pediatrica e liste d'attesa per i disabili finiscono fuori dal testo. Sono queste le priorità che mancano. E a Roma la manovra destina alla difesa quasi il doppio di quanto dà alla sanità.
Buona lettura
Patrizio Cinque
POLITICA SICILIANA
All'Ars la manovra perde oltre cinquanta articoli, ma i Fit restano
La manovra di variazione di bilancio dimagrisce: dei 126 articoli originari ne sono stati stralciati oltre cinquanta, per un valore di circa 107 milioni di euro, da riproporre nella Finanziaria 2027. Cadono i contributi alle cantine sociali, i 22 milioni per i macchinari delle Asp, gli aiuti a chi vive in affitto e il fondo per le nuove generazioni. Restano invece i 50 milioni dei Fit, i fondi territoriali che le opposizioni definiscono mancette ai deputati, insieme a decine di articoli di spesa che difficilmente si potranno impegnare in un mese. M5S chiede di votare solo l'essenziale: «Dateci non più di 20 articoli per le categorie produttive». Con le risorse liberate il governo promette 15 milioni ai cerealicoltori, 9 alle marinerie, 15 all'autotrasporto, 6 agli Asacom e 6 al carburante agricolo. Il voto sui circa settanta articoli rimasti dovrebbe partire martedì prossimo, ma un accordo con le opposizioni per una corsia preferenziale non c'è ancora.
Armao, si attende il gip e la Corte dei conti apre un secondo fronte
Mentre si aspetta la decisione della gip Giuseppa Zampino sulla richiesta di arresto per corruzione, un'altra inchiesta investe l'ex vicepresidente della Regione. La Corte dei conti ha delegato la Guardia di finanza ad acquisire, a Palazzo d'Orléans e all'assessorato al Territorio, atti, contratti e compensi di Gaetano Armao, già consulente di Schifani e presidente della commissione tecnica per i permessi ambientali fino ad agosto: incarichi per circa centomila euro l'anno. Resta da chiarire perché i compensi della commissione fossero intestati allo studio legale e non a lui. Per la Procura esisteva un modulo stabile e riconoscibile di rapporti illeciti con diversi imprenditori; Armao, in sede di interrogatorio, ha parlato di prestiti dell'amico Pierluigi Matta. Un componente della commissione, Fausto Ronsisvalle, ha messo a verbale: «mi vergogno di essere stato un componente della Cts». A Catania, intanto, Armao è imputato in un altro processo per induzione indebita: prossima udienza il 4 novembre.
Schifani in Antimafia prende le distanze da Armao
Per oltre due ore e mezzo il presidente della Regione è stato ascoltato dalla commissione Antimafia dell'Ars, la prima volta per un governatore. L'audizione è stata secretata, ma dai presenti filtra che Schifani ha giudicato la vicenda deprecabile sul piano umano, ha negato pressioni sulle nomine della sanità e ha detto: «non sono mai andato a cena con imprenditori». Sulla commissione tecnica ha sostenuto che con il predecessore di Armao era tutto bloccato, mentre ora molte pratiche sono state evase. L'Antimafia proseguirà con l'audizione dell'assessore all'Ambiente Giusi Savarino, perché la commissione tecnica è un organo del suo assessorato.