RASSEGNA STAMPA 

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La Rassegna di Patrizio Cinque

Buon lunedì ☀️

La Sicilia produce energia e ospita raffinerie, eppure oggi si ferma per il caro-gasolio: trattori, pescherecci e taxi in piazza da Bolognetta a Gela, mentre la Regione promette aiuti che ancora tardano ad arrivare. A Catania l'ennesimo stop dei voli per la cenere dell'Etna riaccende le richieste di dimissioni di Schifani, mentre a Palermo la stessa maggioranza di centrodestra litiga su se stessa per il Piano paesaggistico della provincia. A Priolo un depuratore resta scoperto perché in quattro anni la Regione non ha ancora costruito l'impianto alternativo promesso, e il rischio ambientale torna nelle mani della magistratura. Ma dove la politica regionale arretra, i cittadini avanzano: da Palermo parte l'Officina della sanità siciliana, un progetto dal basso per rimettere al centro un servizio sanitario allo sfascio dopo anni di piano di rientro.

Buona lettura
_Patrizio Cinque_

*Politica Siciliana*

*Il Piano paesaggistico spacca il centrodestra, Schifani convoca un vertice*
A Palermo la partita sul nuovo Piano paesaggistico provinciale è diventata uno scontro aperto dentro la stessa maggioranza regionale. Il presidente Renato Schifani ha dovuto convocare per oggi pomeriggio un vertice a Palazzo d'Orléans con l'assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato per provare a ricomporre la frattura. Sono già oltre cento i ricorsi presentati da sindaci e cittadini della provincia, mentre la Cna chiede correttivi prima dell'approvazione definitiva. Un caso che racconta bene le difficoltà di una maggioranza sempre più divisa su temi che toccano da vicino il territorio.

*Etna, aeroporto di Catania nel caos: si torna a chiedere le dimissioni di Schifani*
Per il secondo giorno consecutivo lo scalo di Fontanarossa resta paralizzato dalla cenere vulcanica: ieri sono stati cancellati 80 arrivi e 130 partenze, e i voli restano sospesi almeno fino a mezzogiorno di oggi. I passeggeri vengono dirottati su Comiso, Palermo e Trapani, mandando in sofferenza anche quegli scali: a Palermo i taxi tornano a essere merce rara e i prezzi per un passaggio verso lo scalo etneo arrivano fino a 700 euro. I sindacati dei trasporti denunciano l'assenza di un coordinamento strutturato e ricadute a effetto domino sul personale aeroportuale, lasciato solo a gestire l'emergenza. Il deputato Manlio Messina è arrivato a chiedere le dimissioni del presidente della Regione Renato Schifani per la gestione della crisi, mentre è stata chiesta anche la sostituzione del consiglio di amministrazione della Sac e dell'assessore ai Trasporti Alessandro Aricò.

*Politica Nazionale*

*Tetto ai carburanti, Eni e Ip abbassano i prezzi ma la protesta non si ferma*
Da oggi entra in vigore il tetto ai prezzi dei carburanti annunciato dal governo: Eni lo applica per 30 giorni, prorogabili fino a fine anno, fissando il diesel a 2,19 euro al litro e la benzina a 1,99; nelle stesse ore anche la società di Stato azera Socar, che controlla Ip, ha deciso di aderire all'appello dell'esecutivo introducendo un analogo limite ai prezzi di vendita. La premier Giorgia Meloni ha ringraziato pubblicamente l'iniziativa, rivendicandola come merito del governo. Ma l'Ufficio studi della Cgia di Mestre ricorda che, nonostante lo sconto, oggi si paga ancora il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel rispetto al 27 febbraio scorso, prima dello scoppio della guerra tra Usa e Iran. Le opposizioni osservano che l'Eni sta facendo quello che il governo non è riuscito a fare, mentre autotrasportatori e tassisti, senza risposte sulle altre criticità del settore, restano pronti allo sciopero.

*Foto ritoccate con l'IA, Pd e M5S chiedono una legge*
Una fotografia della sottosegretaria Matilde Siracusano modificata artificialmente e poi rilanciata sui social da Roberto Vannacci ha riacceso lo scontro politico sull'uso dell'intelligenza artificiale in campagna elettorale. Forza Italia si limita a un appello generico a non usare volti e voci modificati dall'intelligenza artificiale, ma la proposta non convince le opposizioni. M5S e Pd chiedono invece un provvedimento legislativo vero e proprio, capace di intervenire prima delle prossime elezioni politiche. La vicepresidente della Camera Anna Ascani, del Pd, non usa mezze parole nel definire tardivi gli appelli del governo: «vengono dagli stessi che mesi fa hanno respinto la mia proposta», ricorda, riferendosi alla legge sulla diffusione di contenuti IA manipolati bocciata mesi fa.

*Processo Regeni, oggi la sentenza a dieci anni dalla morte del ricercatore*
Dieci anni e qualche mese dopo la scomparsa di Giulio Regeni, la Corte d'Assise di Roma pronuncia oggi il verdetto nei confronti dei quattro uomini della National Security egiziana accusati di averlo rapito, sequestrato, torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Un processo arrivato dopo un decennio di depistaggi, silenzi e ostacoli procedurali, sbloccato solo grazie all'intervento della Corte Costituzionale, che ha stabilito come si possa procedere anche senza la notifica degli atti agli imputati quando lo Stato estero non collabora. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha chiesto l'ergastolo per il maggiore ritenuto direttamente coinvolto nelle torture, e diciassette anni e sei mesi per gli altri tre imputati. «La ragion di Stato non può diventare ragione di impunità», ha ricordato l'accusa nel corso di un processo definito contro il silenzio e contro le ricostruzioni artificiose imposte dal governo del Cairo.

*Sondaggi, il Pd trema: il M5S dimezza il distacco*
Due numeri stanno agitando il campo del centrosinistra: secondo l'ultimo sondaggio Ipsos Doxa il Pd è dato al 19,5% e il M5S al 14,5%, appena cinque punti di distanza contro i quattordici che separavano i due partiti alle elezioni europee di due anni fa, quando il Pd viaggiava al 24,1% e il M5S si fermava al 9,9%. Un'erosione che riaccende il nervosismo tra i democratici, con voci interne che parlano apertamente del rischio di subire l'egemonia di un partito che ormai vale la metà dei loro voti. La discussione si intreccia con quella sulle regole delle primarie della coalizione: più la platea dei votanti si allarga, più cresce chi ritiene che Giuseppe Conte possa avvantaggiarsi, proprio come accadde a Elly Schlein quando superò Stefano Bonaccini ampliando il bacino degli elettori. Conte, intanto, non sta fermo: ha appena concluso a Diamante la prima Summer School del Movimento, puntando sulla mobilitazione dei giovani. «È bene interrogarsi sempre e aggiornare la rotta di navigazione», ha scritto sui social.

*Mafia e Inchieste*

*Sicurezza, il sindacato di polizia: a Catania mancano 400 agenti*
Sparatorie in strada, armi da guerra, piazze di spaccio blindate e agenti aggrediti durante i servizi antidroga: è il quadro descritto dal sindacato di polizia Siap di Catania in un appello al presidente della Regione Renato Schifani e all'Assemblea regionale, perché la Sicilia faccia sentire la propria voce presso il governo nazionale. Nel piano di assegnazione dei nuovi agenti attuato all'inizio del 2026, all'intera Sicilia sono state inviate 336 unità, meno di quante destinate alla sola città di Milano, mentre dei circa 7mila nuovi agenti assunti nessuno è stato assegnato all'Isola. Nella sola provincia di Catania, secondo le stime sindacali, la carenza di organico ha raggiunto circa 400 unità, con turni raddoppiati e straordinari che in parte restano ancora da pagare dal 2024. «Non chiamateli rinforzi: sono rimpiazzi», denuncia il segretario Tommaso Vendemmia.

*Guerra e Sicurezza*

*Zuppi a Mosca per tre giorni: negoziati su prigionieri e bambini*
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, è arrivato a Mosca per una missione umanitaria di tre giorni, con incontri previsti con i funzionari russi oggi, domani e mercoledì. Un impegno che arriva dopo la missione compiuta a luglio in Ucraina, nei campi di prigionia dei soldati, e che punta ad affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e alle condizioni dei civili. «Desideriamo sviluppare ulteriormente questo dialogo», ha spiegato Zuppi, mentre il capo dell'ufficio del presidente ucraino Kyrylo Budanov ipotizza un grande scambio di prigionieri già dalla prossima settimana. Sullo sfondo restano i bombardamenti che continuano a colpire l'Ucraina: solo nelle ultime 24 ore almeno 14 persone sono state uccise e altre 57 ferite in diverse regioni.

*A Palermo un sudario per i bambini di Gaza*
Venerdì pomeriggio Palermo scenderà in piazza per una grande mobilitazione civile e popolare dedicata ai piccoli di Gaza, con corteo da piazza Indipendenza fino al Politeama. Al centro dell'iniziativa, intitolata "Palermo per i bambini di Gaza - Con il sudario", ci sarà un drappo di circa settanta metri realizzato dagli studenti di un istituto di Pozzallo, su cui sono stati ricamati i nomi di migliaia di bambini palestinesi uccisi nella Striscia dal 7 ottobre 2023, quasi diciannovemila secondo le stime riportate dagli organizzatori. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, intervenendo nei giorni scorsi all'Assemblea generale dell'Onu, ha ricordato che Gaza è «il più grande cimitero di bambini al mondo».

*Lavoro ed Economia*

*Trattori, pescherecci e taxi in piazza: la Sicilia si ferma per il caro-gasolio*
Torna in strada la protesta dei trattori siciliani: questa mattina l'associazione Agrisat ha organizzato una marcia a passo d'uomo e un sit-in lungo la statale Agrigento-Palermo, al bivio di Bolognetta, per chiedere un intervento sul prezzo del gasolio agricolo, ormai vicino all'euro al litro contro i 60-70 centesimi ritenuti sostenibili dai produttori. Solo il 10% degli areali coltivati tra Palermo, Agrigento, Enna e Caltanissetta risulta oggi lavorato, secondo l'associazione, perché molti agricoltori preferiscono spegnere i trattori piuttosto che affrontare i costi: «una battaglia sociale», la definisce chi protesta. Alla mobilitazione si uniscono i pescatori di Lampedusa, pronti a bloccare il porto dal primo ottobre se non arriveranno risposte concrete, e i tassisti siciliani, che minacciano lo sciopero senza un incontro con il governo. La Regione ha messo sul tavolo un pacchetto di aiuti lievitato da 5 a 10 milioni di euro, ancora in attesa del parere della Commissione Attività produttive dell'Ars, mentre un secondo decreto da 15 milioni per gli autotrasportatori dovrebbe arrivare tra oggi e mercoledì.

*Conca d'Oro, riaperture in vista ma i lavoratori restano senza cassa integrazione*
Quasi un mese dopo l'incendio che ha colpito il centro commerciale Conca d'Oro di Palermo, da domani i titolari dei negozi della zona non direttamente danneggiata potranno rientrare per verificare i locali, in vista di una riapertura al pubblico che la proprietà punta ad anticipare al 15 ottobre rispetto al termine ultimo del 31. Per l'area food si dovrà attendere metà novembre, mentre per la zona più colpita dalle fiamme non si intravede una riapertura entro fine anno: si valuta una struttura provvisoria da tremila metri quadrati per ospitare temporaneamente le attività rimaste chiuse. Resta però irrisolto il fronte occupazionale: l'Inps chiede una documentazione, che dipende dai vigili del fuoco, per dimostrare che l'incendio non sia imputabile alle aziende e attivare così la cassa integrazione, ma l'assenza di quei documenti sta di fatto bloccando le domande. Un nodo già sollevato nei giorni scorsi dai sindacati del commercio, che chiedono chiarezza su chi debba produrre le carte mancanti mentre i dipendenti restano senza reddito.

*Oltre 200mila stranieri residenti in Sicilia: lo studio sul peso della manodopera straniera*
Uno studio della Fondazione Ismu misura per la prima volta l'impatto economico di un'ipotesi di rimpatrio di massa dei lavoratori extracomunitari in Sicilia, dove al primo gennaio 2025 risiedono 206.753 stranieri, il 4,3% della popolazione, oltre il 73% provenienti da Paesi extra Unione europea. Catania, Palermo e Ragusa sono le province con la maggiore presenza, e gran parte di questi lavoratori è oggi impiegata in settori chiave come l'agricoltura, l'edilizia, la ristorazione e i servizi domestici e di cura agli anziani. Secondo lo studio, un'eventuale rimozione di massa di questa forza lavoro costerebbe all'Isola quasi 500 milioni di euro, oltre a una perdita di valore aggiunto stimata fra 1,5 e 2 miliardi di euro, a conferma di quanto l'economia siciliana dipenda ormai dal contributo di chi arriva da fuori per lavorare nei campi, nei cantieri e nelle case degli anziani.

*Ambiente e Infrastrutture*

*Priolo, la raffineria abbandona il depuratore Ias: rischio disastro ambientale*
Nel polo petrolchimico di Siracusa si materializza un rischio segnalato da anni: alcuni dei grandi impianti industriali, tra cui Isab e la raffineria Sonatrach, hanno smesso di conferire i propri scarichi al depuratore consortile di Priolo, che un giudice aveva già chiesto di sequestrare nel 2022. Il 26 settembre è scaduto il sistema di tutele del cosiddetto decreto Bilanciamento, il provvedimento che per 36 mesi aveva accordato ai colossi del polo una deroga alla normativa ambientale, a patto che la Regione garantisse nel frattempo la costruzione di un impianto di depurazione alternativo. Quell'impianto non è ancora pronto, e il ministero dell'Ambiente ha risposto picche a una nuova richiesta di proroga avanzata da una delle aziende. Restano collettate all'impianto solo due società, mentre tutto il resto rischia di finire in un depuratore già sotto sequestro per un presunto disastro ambientale.

*Niscemi, la frana continua ad aprirsi: un telo di plastica per salvare il quartiere*
A Niscemi la ferita nel quartiere Sante Croci non si rimargina: la frana apertasi il 12 ottobre 1997 continua a muoversi, e da luglio si è allargata una nuova fessura lunga sessanta metri nei pressi del plesso scolastico San Giuseppe, la più grave in Europa dopo quella storica. Ventotto famiglie hanno già perso pezzi del proprio quartiere, e oggi devono decidere se restare o lasciare le proprie case. Il geologo incaricato dal commissario straordinario ha prescritto, come misura urgente, la posa di un telo di plastica di sessanta metri per evitare che l'acqua piovana si infiltri nella crepa e ne aggravi i movimenti. Una misura provvisoria, spiega l'amministrazione comunale, in attesa delle soluzioni definitive attese dopo il 25 gennaio, mentre sul tema si è aperta anche una polemica politica interna al Comune.

*Pnrr a Palermo, tra scuole in ritardo e piste ciclabili a metà*
Il Comune di Palermo prova a tirare le somme sull'utilizzo dei fondi Pnrr, ma il bilancio resta pieno di zone d'ombra. Oltre 150 milioni di euro sono stati impiegati, ma circa il 90% delle opere risulta solo accettato e non ancora concluso. Due nuovi asili nido, in via Lanza di Scalea e in via Aiace, non sono stati completati entro la scadenza del 31 agosto, e altri sette milioni di euro di progetti per la riqualificazione di asili e nidi comunali sono stati rinunciati per non riuscire a rispettare i tempi. Anche sul fronte scuole restano aperti i cantieri per la mensa del plesso Calandrucci e la riconversione del plesso Borsellino, mentre sulle piste ciclabili, su un budget complessivo di 7,5 milioni di euro per 28 chilometri, undici sono ancora al palo in attesa di indicazioni dal ministero.

*Il 4 novembre aprono le nuove fermate Porto e Politeama della metropolitana*
Dopo dodici anni di lavori, il 4 novembre, salvo modifiche, apriranno al pubblico le fermate Porto e Politeama del passante ferroviario di Palermo, con l'avvio del servizio regolare tra Palermo Notarbartolo e Palermo Politeama: 1,6 chilometri percorribili in circa quattro minuti, con settanta treni al giorno nei feriali. Il completamento dell'anello ferroviario aumenterà anche il potenziale della rete, che dovrebbe arrivare a collegare Cefalù e l'aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi.

*Palermo, riapre un tratto di via Basile: cantiere del collettore fognario fino a metà ottobre*
A Palermo è stato riaperto al traffico un tratto di via Ernesto Basile, dove i lavori per il nuovo collettore fognario proseguono da mesi tra code e rallentamenti per gli automobilisti. Il completamento dell'intervento, che punta a eliminare gli scarichi fognari nel canale Boccadifalco convogliandoli nella rete di valle, slitta ancora di qualche settimana: l'obiettivo resta la metà di ottobre. Tra un mese i cantieri si sposteranno in corso Calatafimi, dove per circa tre mesi cambierà la viabilità di una delle principali arterie cittadine, con sensi unici alternati introdotti per fasi successive.

*Sanità*

*Da Palermo parte l'Officina della sanità siciliana*
Dalla denuncia delle inefficienze alla costruzione di una proposta di riforma: dopo le circa 1.500 adesioni raccolte con l'appello lanciato a luglio, l'Officina della sanità siciliana entra nella fase operativa. Oltre duecento persone hanno partecipato a Palermo alla prima riunione dei nove tavoli tematici, e più di cento si sono già iscritti ai gruppi di lavoro che da ottobre entreranno nel merito delle proposte. «Dietro i numeri e le statistiche ci sono persone che aspettano», ricorda il magistrato Massimo Russo, promotore dell'iniziativa ed ex assessore regionale alla Sanità. L'obiettivo dichiarato è uscire dal Piano di rientro e restituire alla Regione piena capacità di programmazione, affrontando insieme liste d'attesa, carenza di personale, digitalizzazione e la mobilità sanitaria che ogni anno costringe migliaia di siciliani a curarsi fuori dall'Isola. I lavori proseguiranno nei prossimi mesi, con l'obiettivo di consegnare entro dicembre un documento complessivo di proposte alla Regione.

*Notizie dal Territorio*

*Palermo, il Premio Artemisia ricorda Elda Pucci: prima donna sindaco e prima a sfidare la mafia in aula*
L'Università di Palermo consegna oggi allo Steri il Premio Artemisia, dedicato a donne che si spendono per il territorio e la comunità, a Maruzza Battaglia, fondatrice del laboratorio sociale Lab.Zen 2, e a Nicoletta Cosentino, ideatrice del progetto Cuoche Combattenti, che ha scelto la cucina come strumento di accoglienza e inclusione. Il riconoscimento alla memoria va invece a Elda Pucci, finora l'unica donna ad aver guidato il Comune di Palermo: durante il suo mandato, negli anni Ottanta, l'amministrazione comunale si costituì per la prima volta parte civile in un processo di mafia, un gesto allora tutt'altro che scontato. Le due premiate incontreranno oggi due giovani ricercatrici, Violetta Sanzeri e Federica Festa, in un passaggio di testimone tra generazioni impegnate sullo stesso fronte.

*Spazzamento "fantasma" a Palermo, il M5S mette Rap alle strette*
A Palermo il Movimento 5 Stelle ha presentato una diffida alla Rap dopo aver verificato che in numerose strade cittadine i cartelli di divieto di sosta per lo spazzamento meccanizzato notturno restano installati anche dove il servizio, di fatto, non viene più svolto da tempo. Un'ordinanza del 2020, mai aggiornata, che continua a esporre gli automobilisti al rischio di sanzioni per un servizio fantasma. Il M5S chiede alla Rap di chiarire quale sia l'attuale programmazione, di verificare la corrispondenza tra segnaletica e servizi effettivamente resi e, dove il piano non sia operativo, di rimuovere i cartelli. L'azienda ha risposto assicurando che il servizio notturno ripartirà progressivamente in tutte le circoscrizioni, con l'arrivo di 25 nuove spazzatrici e tre lavoratori aggiuntivi entro dicembre.

*Amat, codice etico contestato: dipendenti in rivolta sui social*
Nuove regole di condotta pubblicate dall'Amat, la partecipata del trasporto pubblico palermitano, hanno sollevato le proteste di diversi dipendenti preoccupati che le nuove norme possano limitare la libertà di espressione dei lavoratori sui social network. Il presidente dell'azienda, Giuseppe Mistretta, respinge le accuse: «non esiste nessuna caccia alle streghe, le norme sono in linea con la normativa», assicura, spiegando che il codice si inserisce nel sistema di prevenzione della corruzione previsto dal decreto legislativo 231 del 2001 e punta a evitare condotte che possano danneggiare l'immagine dell'azienda, non a introdurre un bavaglio. Resta però aperto il nodo di quanto le nuove regole possano incidere concretamente sulla libertà di espressione di chi lavora in un'azienda pubblica.

*Zen, ancora violenza in un quartiere sempre più abbandonato a se stesso*
Un uomo di 40 anni ferito con un'arma da fuoco e soccorso in ospedale senza fornire spiegazioni è l'ultimo episodio di una sequenza di violenza che nel quartiere Zen di Palermo sembra ormai inarrestabile, dopo il ferimento a coltellate di un 39enne appena due mesi fa. Le indagini dei carabinieri seguono diverse piste, dal regolamento di conti legato allo spaccio a una possibile faida familiare, ma restano ancora tutte da verificare. Un quartiere dove gli episodi si ripetono con una frequenza che racconta, più di ogni altra cosa, l'abbandono istituzionale di una delle periferie più fragili della città.

_A riveder le stelle_